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Il senso della vita

Il senso della vita

Esiste o non esiste il senso della vita?
Con questo pensiero in testa ho cercato di "analizzare", se così si può dire, le persone che mi circondano: parenti, amici, colleghi di lavoro. Ho cercato di immedesimarmi con loro, di interpretarne i pensieri, le parole, i gesti, i desideri. Ho cercato di capire, senza chiedere, il loro senso della vita per meglio focalizzare il mio.
Dopo qualche mese di attenta riflessione, ero arrivato alla conclusione che tutti noi abbiamo la stessa visione della vita. Tutti cerchiamo, seppur inconsciamente, nel bagaglio collettivo delle esperienze il nostro senso della vita.
Se osserviamo gli animali, o qualsiasi vegetale, noteremo che il loro senso della vita è riprodursi. Non si chiedono il perché (almeno credo), sanno che quello è il loro compito e sono disposti al sacrificio della loro vita pur di assolverlo.
Questo valeva anche per noi esseri umani. Per millenni abbiamo assecondato la natura e quell'incomprensibile istinto di riproduzione senza chiederci il perché. Per assicurarci la sopravvivenza della nostra specie non abbiamo esitato a diventare carnivori, se non cannibali. Abbiamo considerato infatti diversi anche quelli della nostra stessa specie, scatenando guerre di conquiste solo per assicurare una comoda esistenza e un futuro sicuro e comodo alla nostra specie.
Ancora oggi molte famiglie sacrificano la loro vita rinunciando a svaghi e comodità per lasciare qualcosa in più ai loro figli.
Fino a pochi anni fa, si viveva in una grande famiglia allargata, composta da: Genitori, nonni, zii, cugini, cognati, vicini di casa, conoscenti, amici degli amici, compaesani, corregionali, connazionali. Un piccolo paese difendeva i suoi abitanti dal paese vicino, ma entrambi si univano per difendersi da altre intrusioni, e cosi via. La specie era garantita da tutti e tutti avevano un preciso ruolo in questa esistenza.
Oggi la globalizazione ha sradicato queste certezze. Ha modificato millenni di esperienze collettive. Ha confuso realtà diverse. Ha generato velocemente nuove concezioni di vita. Ha scombussolato le nostre credenze, la nostra fede e il nostro senso della vita.
Riprodursi diventa sempre più una cosa astratta e il sesso, una volta circoscritto alla coppia e represso in tutte le altre forme, si è diviso e suddiviso in svariate esibizioni e deviazioni che mi rimane difficile parlarne. Il fine originario della riproduzione è stato sostituito dal solo divertimento.
Sarà un bene o sarà un male questo non saprei dirlo. So solo che tanta confusione non aiuta certamente la specie e anche se la scienza oggi e in grado di far nascere altri esseri umani senza il nostro intervento, la vita su questa terra si sta lentamente avviando alla sua fine.
Abbiamo perso il senso della vita? Abbiamo smarrito la strada maestra? Abbiamo inquinato il nostro bagaglio collettivo delle esperienze? Abbiamo confuso il senso della vita con il senso delle cose della vita?
Il 30% dei casi di depressione si manifestano quando la gente si rende conto che la loro vita non ha più senso. Così lo dichiarano esperti in logoterapia della scuola psicologica di psichiatria. “Il problema é che viviamo in un mondo nel quale è difficile trovare un senso alla vita, in primo luogo perché la scuola, la famiglia e la società stessa non ci hanno insegnato a cercarlo”.
Ma quali sono i modelli vincenti di oggi: relazionare con gente importante, vestire abiti di marca, guadagnare tanti soldi, essere famosi.
In anni passati, la ribellione giovanile e stata una forma di opposizione a questo modello. Poi, il Dio denaro, il Dio ambizione e il Dio tecnologico, hanno preso il sopravvento e, seppur ancora oggi molti giovani contestano ogni cosa, anche loro non possono più vivere senza le nuove comodità tecnologiche.
I riferimenti che giornalmente ci propinano fino alla nausea e che inconsciamente finiamo per imitare, sono quelli della televisione. I genitori e i docenti non sono più in grado di competere con mamma TV, non sono più in grado di riaffermare il loro ruolo, di insegnare ai ragazzi la differenza fra ciò che è banale e ciò che non lo é, tra ciò che ha senso e ciò che non lo ha. Valori come FAMIGLIA, DIGNITA', FRATELLANZA, RISPETTO, SOLIDARIETA', ONESTA', stanno molto velocemente scomparendo, sostituiti da altri valori EGOISMO, PREPOTENZA, FURBIZIA, OPPORTUNITA', INDIFFERENZA.
Ci siamo assuefatti alla violenza, agli abusi, alle prepotenze, alle ingiustizie, al menefreghismo generale. Non siamo neanche più solidali nel dolore.
Che valore diamo oggi al senso della vita?
Così, malgrado abbia passato buona parte della mia vita alla ricerca del senso della vita (non la mia), e non avendo mai trovato una giusta risposta, mi consolavo dicendomi:
"Come può un essere stupido come me capire il senso della vita!". Così mi rassegnavo alla mia limitata capacità di capire cose più grandi di me, finché un giorno, per uno strano malore, mi sono recato in un ospedale per degli accertamenti.
Normalmente in questi ambienti non si ha tempo per riflettere, siamo preoccupati per noi o per i nostri cari che andiamo a visitare, non guardiamo mai oltre, non consideriamo che quei posti sono un concentrato di dolore, di morte, di disperazione, di speranza e di nuova vita. Ebbene quel giorno ho avvertito tutto questo, ho percepito un grido di dolore di centinaia e centinaia di milioni di esseri viventi che, sparsi in ogni dove, urlavano la loro rabbia al mondo intero. Sentivo le urla dei tanti morti in guerra, degli assassinati politici, delle vittime della delinquenza, delle vittime dello stato, dello sport, della fede, della strada, della gelosia, della pervezione, della fame, della malsanità, della stupidità, della natura. Ho sentito le urla di tanti animali sacrificati per riempire lo stomaco di altri animali affamati o golosi. Una parte di mondo che si dispera mentre un'altra parte si diverte per futili motivi.
Oggi non sono più alla ricerca del senso della vita. La vita NON ha senso.
Se non sei d'accordo ti invito a replicare. Hai tutto lo spazio che vuoi e un'unica condizione.
Niente favole.

Terza Età - di Antonio Narciso