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Lampascione soggetto

L'arma più distruttiva del mondo

L'arma pù distruttiva del mondo

Una delle armi più micidiali che l’essere umano abbia potuto inventare è una bomba chiamata “intelligente”, capace di uccidere ogni forma di vita che si trovi nel suo raggio di azione, senza danneggiare le cose materiali (alberi, case, auto, ecc..).
Per essere usata però bisogna trasportarla (con un aereo) per poi essere lanciata sul bersaglio. Un’arma così, per fortuna, non è alla portata di tutti e potrà essere usata solo in caso di guerra.
Da secoli però esiste un’arma ancora più intelligente che distrugge un’infinità di vite senza lasciare traccia e senza il “giustificato” motivo di una guerra.
Un’arma sicura, silenziosa, non sospetta e che elude ogni tipo di sorveglianza. Chi ne fa uso non è quasi mai incriminato. E’ difficilissimo intercettarla e, una volta lanciata, non si può più fermare o evitare. Un’arma fin troppo facile da maneggiare.
Per usarla non è necessario avere un porto d’armi e tutti la usano con estrema leggerezza. Non esistono pentiti o dissociati e mai nessuno ormai si sente o si è sentito colpevole per usarla. Un’arma di origine pacifica a dire il vero. Un’arma che se ben usata è fonte di gioia e di piacere ma, se mal usata, genera dolore, sofferenza e morte.

Ebbene l’arma più potente al mondo, l’arma che ha fatto più vittime di ogni guerra e ogni altra arma che l’essere umano abbia potuto inventare, l’arma che nessuno mai potrà eliminare, l’arma che uccide, distrugge e fa soffrire senza lasciare traccia si chiama PAROLA. Certo la semplice parola.
Un suono apparentemente innocuo che ci regala emozioni, che ci aiuta a vivere, a migliorare la nostra esistenza, a comunicare le nostre emozioni, i nostri sentimenti. Un dono impagabile che la natura ci ha regalato. Noi con l’uso della parola, verbale e scritta, siamo riusciti a evolvere, a tramandare esperienze che, aggiornate e migliorate continuamente generazione su generazione, hanno contribuito a migliorare la nostra conoscenza e la nostra vita.

Purtroppo, molto spesso, senza più rendersene conto, usiamo questo regalo della natura per ferire, per condannare, per seminare odio e zizzania, per rovinare la vita altrui.
Quanti delitti nel mondo per colpa di una parola. Quante guerre fra popoli per colpa delle parole. Quante sofferenze ci portiamo dentro per colpa di una parola. Quanti malintesi, liti, querele, cause, divorzi, separazioni, emarginazioni, botte, omicidi e suicidi per colpa di una parola.
Molte malattie sono conseguenza di troppe o poche parole. La confusa informazione genera angosce, malesseri, malattie immaginarie, strane suggestioni. Al contrario l’assenza di parole (solitudine) può generare malattie devastanti come la depressione, un deserto affettivo che distrugge internamente ogni stimolo alla vita. Un deserto che avanza inesorabilmente nella nostra società, un paesaggio ormai abitudinario per buona parte della popolazione.

Parlare fa bene, parliamo quanto vogliamo ma, facciamo attenzione a cosa diciamo e a cosa ascoltiamo. Evitiamo persone che diffondono il virus della zizzania. Evitiamo anche i virus del dubbio e della gratuita diffamazione. E quando tocca a noi parlare, ricordiamoci che, a volte, anche le semplici parole, possono generare dolore, isolamento e morte.
Riscopriamo il piacere di parlare anche con il cuore. Ciao 

Terza Età - di Antonio Narciso