Lampascioni. Coltivare lampascioni. Proprietà dei lampascioni. Ricette a base di lampascioni. Lampascione significato
bootstrap menu

Lampascione soggetto

Pazzo

Pazzo

Sono pazzo. Ieri ho avuto la conferma di essere pazzo. Non ho fatto in tempo a capire e liberarmi completamente dall’essere un lampascione (credulone, ingenuo) che subito ho dovuto accettare e digerire di essere pazzo. Non ho fatto in tempo ad illudermi di essermi liberato, seppur in parte, di un peso che mi porto sulle spalle fin dalla nascita, che mi vedo arrivare un macigno che scombussola ogni mia convinzione.
Sono pazzo è questo ormai è assodato. Non ci sono dubbi, anch’io confermo questa diagnosi, ci ho riflettuto a lungo e ne sono convinto. D'altronde, non sono il solo ad essere pazzo. Ma procediamo con ordine.
Ieri sera, casualmente, ma non so dirvi quanto casualmente, un piccolo libro che da tempo giaceva nella mia modestissima libreria, ha attirato la mia attenzione. L’ho sfogliato distrattamente, leggendo qua e là alcune cose, mentre ascoltavo in cuffia, con un lettore mp3, alcune canzoni di Othis Reding (w la tecnologia, quando viene usata bene). Quelle poche righe che avevo letto con molta superficialità mi consigliavano di leggere dell’altro, poi, una frase, ha attirato la mia attenzione.
“tra gli uomini stessi, poi, i più felici sono i pazzi, liberi da assurde paure create dall’immaginazione e dal timore della morte.”
E vero! E vero!!! Questo libro devo leggerlo. Elogio della follia, scritto da Erasmo da Rotterdam, teologo, filosofo, nato, appunto, a Rotterdam nel 1466.
Poi, invece di leggermi il libro, forse sollecitato da un vecchio brano dei Pink Floyd di sottofondo, ho viaggiato nello spazio del pensiero con queste parole in testa:
I più felici sono i pazzi.

La mia mente, così cullata, ha incominciato a rivivere quei momenti in cui la vita, nata da un’insieme di eventi casuali e difficilmente ripetibili, seppur probabili, ha incominciato a manifestare i suoi sintomi di follia: alimentarsi, pur per sopravvivere, di se stessa. Un’embrione di vita primitiva che si è evoluta cibandosi anche di ciò che se stessa aveva generato. Un’interminabile folle corsa per crescere e trasformarsi, per predare e, nello stesso tempo essere predati, correre per cacciare o mimetizzarsi per non essere cacciati.

Da milioni di anni nulla è cambiato, il più forte sconfigge il più debole e il più furbo sconfigge il più forte. Basterebbe questo a farci vivere nel timore, ma poiché i furbi devono prevalere sugli altri, hanno amplificato all’infinito la paura della morte, dapprima con violenze e torture varie, poi con astute e calcolate parole.
La paura della morte, questa temuta compagna che consciamente ed inconsciamente ci accompagna nel cammino della vita, ci toglie, man mano che avanziamo negli anni, ogni naturale forma di felicità.
“i più felici sono i pazzi, liberi da assurde paure create dall’immaginazione e dal timore della morte.”

E tu sei pazzo? 

Terza Età - di Antonio Narciso