La Legge nei vari Paesi

ITALIA
Nel nostro Paese l'eutanasia è vietata dalla legge, anche se il malato è consenziente, viene equiparata all'omicidio ed è perseguita penalmente, anche se viene considerata meno grave rispetto all'omicidio volontario (omicidio del consenziente, punito con reclusione da 5 a 15 anni). E' vietato anche il "suicidio assistito" (è il paziente che si toglie la vita, ingerendo egli stesso i farmaci forniti dal medico), anch'esso perseguito penalmente (aiuto o istigazione al suicidio, prevede la reclusione da 5 a 12 anni).
E' invece tollerata quella che impropriamente viene chiamata "eutanasia passiva", vale a dire la "interruzione del trattamento terapeutico". Ciò significa che il malato, in stato di coscienza, può chiedere la rinuncia all'accanimento terapeutico, ossia la sospensione delle cure, consapevole di andare così incontro a morte sicura.
Il Ministro della Salute Sirchia propone oggi in Italia quello che negli USA è chiamato "Living will", ossia il "Testamento biologico": si tratta di un documento contenente le volontà espresse dal malato, quando è ancora in grado di intendere e volere, circa le terapie da seguire nel caso in cui non dovesse essere più cosciente in quanto in fase terminale. (Il Ministero della Salute)

OLANDA
L'Olanda è stato il primo Paese al mondo a consentire l'eutanasia ed il suicidio assistito, anche se subordinatamente ad una serie di condizioni: per non essere perseguito, ad esempio, il medico deve assicurarsi che il paziente abbia fatto una scelta volontaria e meditata, abbia di fronte "sofferenze insopportabili" e che "non abbia alternative".
L'eutanasia è stata legalizzata con una legge approvata dal Parlamento il 10 aprile 2001 ed entrata in vigore il 1° aprile di quest'anno.

SVIZZERA
In Svizzera l'eutanasia non è consentita, mentre viene accettata la pratica del "suicidio assistito": il paziente deve ingerire da solo un farmaco letale, un barbiturico molto potente.

DANIMARCA
In caso di malattia incurabile o incidente grave, i danesi che abbiano sottoscritto un "testamento medico", che i sanitari sono tenuti a rispettare, possono chiedere di non essere tenuti in vita artificialmente.

FRANCIA
In Francia la "dolce morte" è illegale, ma il codice penale tratta diversamente l'eutanasia attiva e quella passiva: nel primo caso, quando si provoca direttamente la morte del paziente, il reato è assimilato all'omicidio, mentre nel secondo caso, ossia in assenza di azione terapeutica nei casi di coma irreversibile, non c'è reato, quindi l'eutanasia passiva è accettata.

GERMANIA

Secondo la Corte tedesca, che nel 1998 ha aperto la strada all'autorizzazione dell'eutanasia per le persone in coma irreversibile, in linea di principio la "dolce morte" può essere autorizzata solamente se è inequivocabilmente corrispondente alla volontà del paziente, ma deve comunque essere approvata dai tribunali tutori.

GRAN BRETAGNA
Nel Regno Unito non sono ammessi né l'eutanasia né il suicidio assistito, ma si sono verificati dei casi in cui la giustizia britannica ha autorizzato alcuni medici ad anticipare la morte di malati ormai senza speranza di sopravvivere e tenuti in vita in maniera artificiale.

BELGIO
In Belgio il Senato ha approvato nel 2001, un progetto di legge che autorizza l'eutanasia ma nel rispetto di precise condizioni e particolari procedure.

SVEZIA
In Svezia la "assistenza al suicidio" è un delitto non punibile; in casi estremi, il medico può interrompere il funzionamento delle macchine che tengono in vita il paziente aiutandone la respirazione.

SPAGNA
In Spagna dal 1995 il codice penale non tratta più l'eutanasia e l'assistenza al suicidio come un omicidio.

AUSTRALIA
Nel 1996 nei Territori del Nord è stata approvata una norma a favore della "dolce morte", ma la legge è stata successivamente bloccata dalla Corte federale.

USA
Negli Stati Uniti l'eutanasia è vietata dalla legge federale. Nel 1997 la Corte federale ha rimandato ai singoli Stati l'approvazione di specifiche leggi su questo argomento. Attraverso un referendum nell'Oregon è stata autorizzata l'eutanasia per i malati terminali, e le spese sono pagate dello Stato attraverso la mutua.