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L'Impiegato

Per diventare impiegato ho dovuto studiare e acquisire un titolo cartaceo.
A seconda del tipo di impiego che si intende raggiungere infatti, si deve - più o meno faticosamente - conseguire dei riconoscimenti ufficiali quali diplomi e lauree, ma anche attestati, lettere di presentazione e raccomandazioni.
Ma tutto ciò che - tanto faticosamente - ho dovuto apprendere nel conseguire il titolo, NON mi è stato utile ai fini della professione e della carriera.
Le doti utili - se non essenziali - ai fini della carriera sono: (in ordine sparso)
- Ruffianaggine;
- Sobillazione;
- Prestazioni soggettive discutibili;
- Intervento di "amici" potenti;
- Scambio di favori;
- Contributi da parte di amici, colleghi, familiari o sindacati compiacenti;
- Spionaggio a danno dei propri colleghi.

Oggi, purtroppo, arrivato all'età per andare in pensione, mi sono accorto di non aver fatto NULLA e di valere ancora meno. Per anni mi sono illuso di essere qualcuno e tale convinzione si è cancellata di colpo allorché ho tirato le somme di ciò che ho fatto e di ciò che mi rimane.
Per anni ho campato nella monotonia, nella ripetizione, nella mortificazione, nell'attesa, nell'illusione, nella speranza, nella inutilità e nella convinzione di essere utile. A chi? Forse a tutti come un povero schiavo. Schiavo non solo di tutti ma anche di me stesso.
Mi sono affannato, umiliato, ridotto nella personalità, per guadagnare quel penitenziario confortevole che si chiama Ufficio, Studio o Ministero e che mi ha tenuto prigioniero fino ad ora, alla cosidetta terza età, quando ormai non posso più godere del meglio di questa meravigliosa vita che, riconosco, di aver inutilmente sprecato.

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