Lampascioni. Coltivare lampascioni. Proprietà dei lampascioni. Ricette a base di lampascioni. Lampascione significato
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Lampascione bulbo

Breve racconto sui lampasconi - Pagina 9 - Coltivare lampascioni

Innanzitutto il terreno: l’ideale per i nostri LAMPASCIONI è quello di tipo sciolto, di medio impasto, privo di sassi e di residui radicali di altre piante (in natura però si adatta bene un po’ dappertutto) Dovrà essere ben drenato in quanto i LAMPASCIONI non sopportano i terreni fradici di acqua. La composizione ottimale del terreno dovrà contenere il 15% di sabbia e 15% di torba, oltre naturalmente una leggera concimazione organica ben matura.

E conveniente, prima della messa a dimora, lavorare in profondità la terra in maniera tale che anche gli strati inferiori possano ossigenarsi, questo circa una decina di giorni prima. La profondità dell’interramento varia a seconda della dimensione del bulbo, 6/10 cm possono bastare, naturalmente i lampascioni più grossi andranno interrati più in profondità.

Ultimo consiglio riguarda la vostra ubicazione geografica. Se abitate in zone particolarmente fredde, è meglio interrare il bulbo qualche centimetro sotto la soglia indicata, eviterete che l’eventuale lastra di ghiaccio che si dovesse formare sul terreno comprometta la vita dei lampascioni. 


Piantagione e semina

In autunno prima dell’arrivo del freddo e bene interrare i lampascioni, i quali di questi periodi si trovano in uno stadio di riposo vegetativo. Si interrano a file (distanti tra loro circa 30 cm) lasciando circa 10 cm ogni pianta, devono essere piantati ad una profondità di circa 6-10 cm, ricordando di rivolgere la punta verso l'alto. 

Il contatto con la terra umida farà sviluppare l’apparato radicale prima dell’inverno. Il bulbo, con la bassa temperatura attuerà la sua difesa, bloccherà ogni sua attività fino a quando giungeranno i primi raggi di sole e la temperatura salirà, seppur di poco, sopra lo zero termico. Inizierà cosi il suo risveglio innestando le funzioni vitali che permetteranno alla pianta di far spuntare dapprima le caratteristiche tre foglie (ma possono essere anche di più) dalla forma concava e allungata ed infine, ben vigoroso il caratteristico fiore violaceo con piccolissimi e limunescenti fiorellini, quasi inodori ma che attirano un’infinità di insetti per la sua impollinazione. La fioritura durerà fino a maggio inoltrato, secondo la stagione. Solo in caso di siccità e bene umidire saltuariamente la terra in questo periodo onde prolungare la fioritura e quindi aumentare la produzione dei semi e dare più colore ai nostri giardini. 


La raccolta viene effettuata in due tempi, prima provvederemo a recidere i fiori ben maturi e quasi secchi per raccoglierne i semi che custodiremo al buio fino all’autunno prossimo, poi quando le foglie saranno completamente secche, e ciò avviene solitamente nei mesi di giugno – luglio a seconda della latitudine, disinterreremo i bulbi che lasceremo asciugare qualche giorno, preferibilmente sopra cassette di legno, evitando che si bagnino con la pioggia (in climi particolarmente umidi si consiglia di ritirarlo durante le ore notturne in un locale asciutto), per poi conservarli in locale buio con bassa umidità ricoperti di qualche cm di sabbia. 


I lampascioni usano riprodursi in due modi: 

- per seme, detto anche sistema di riproduzione per via gamica; 

- per parte di pianta, detto anche sistema per via agamica. 


Ora poiché i semi dei lampascioni non si trovano in commercio, sarà bene produrseli in proprio. 

SEMINA: anche i semi andranno piantati in autunno (come le cipolle invernali), ma al contrario delle cipolle vanno seminate molto distanziate poiché non dovranno essere trapiantate ma lasciate in loco fino alla prossima stagione. 

Un lampascione sarà buono per il consumo dopo 3 anni e più dalla semina. 


Una società spin off, dell'Università di Bari, la Inagriprod, si occupa dello sviluppo di tecniche innovative per la coltivazione di alcune specie, fra cui il lampascione. 

L'Inagriprod ha messo a punto una nuova tecnica di coltivazione di questo bulbo. In pratica, dopo aver effettuato uno studio approfondito sulla biologia e i meccanismi adattivi di trasferimento del germoglio nel suolo, si è passati alla messa in coltura di una porzione di terreno su uno strato sottilissimo di TNT; l'obbiettivo è quello di impedire l'affondamento del germoglio a una profondità eccessiva sebbene fisiologica per la specie che, ricordo, si affonda nel terreno sino a raggiugere ua profondità anche di 60 centimetri. Il vantaggio di questa pratica risiederebbe, pertanto, nella facilità di raccolta del prodotto.


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